Posto Unico

Un posto unico a Fiesole, un posto dove stare bene. Secondo la mitologia, Fiesole sarebbe stata fondata da Atlante il quale, dopo un lungo viaggio attraverso l’Africa, chiese ad Apollo dove fosse un bel posto dove riposarsi. Il dio gli indicò la collina situata sopra l’Arno, la più bella che vi fosse al mondo. Qui Atlante fondò una città che chiamò Tu fies sola, “Tu sarai unica”.

E unico sarà questo spazio, per Fiesole, le zone limitrofe e anche per la città di Firenze.

 

 

IL PROGETTO

Perché a Fiesole

Perché Fiesole dà sede a importanti istituzioni culturali, come l’Istituto Universitario Europeo o EUI (nell’ex-Badia Fiesolana), la Scuola di Musica di Fiesole nella villa La Torraccia, l’Università di Harvard a villa I Tatti, la Georgetown University a villa Le Balze, la Fondazione Primo Conti e la Fondazione Giovanni Michelucci.

Sia il Comune che i musei diocesani organizzano mostre d’arte. L’Estate fiesolana ha un ricco cartellone di musica classica e opera, che ha luogo al Teatro romano o in altri luoghi.

Infine il premio Fiesole narrativa under 40 che nasce nel 1990, su iniziativa di un gruppo di intellettuali fiesolani e fin dall’inizio al premio aderisce anche il Comune di Fiesole, che si impegna in maniera progressivamente maggiore, fino a diventare il vero e proprio organizzatore della manifestazione ed è senza dubbio diventata una fra le più importanti per la letteratura giovanile in Italia.

Perché Fiesole ha bisogno di rinascere (e lo sta lentamente facendo da quando l’ultima amministrazione, invece che lucrare, cerca di rimettere a posto i conti -dopo un periodo di sbandamento- e vede aprire nuove attività e spazi chiusi da tempo riprendere vita.

Perché un tempo Fiesole era sede anche di mostre importanti che hanno fatto “storia” alla celebre Palazzina Mangani, sede espositiva storica del Comune di Fiesole: inaugurata nel 1981 (con una grande mostra su Arnold Bocklin e che manteneva un ritmo di 3-4 mostre di grande qualità all’anno). Nel 1996 vi fu organizzata la I Biennale Europea della Fotografia d’Autore.

Perché a Fiesole non esiste una libreria

Perché Fiesole non ha un luogo dove sostare

Perché a Fiesole non esiste un cinema d’essai

I SERVIZI CHE OFFRIREMO

  • Libreria
  • Cinema nella Sala Wanted Clan
  • Tavolini pasticceria collegati alla Pasticceria Alcedo
  • Wi-fi gratuito
  • Postazioni di lavoro a pagamento e prenotazione
  • Quotidiani e Riviste nazionali e straniere
  • Laboratori e workshop
  • Corner Esposizione e Punto Vendita prodotti Distretto Biologico Fiesole

COSA SUCCEDE in “POSTO UNICO” ?

  • Colazione, spuntino, snack, tisane, tea, bibite, aperitivo
  • Si può navigare gratuitamente in rete
  • Si possono acquistare libri (è una libreria indipendente)
  • Si presentano libri
  • Si proiettano film per bambini e per adulti distribuiti da Wanted*
  • Si possono vedere mostre e installazioni artistiche
  • Si organizzano concerti*
  • Si trova uno spazio dove studiare, lavorare, leggere libri, riviste, quotidiani*
  • Si partecipa a laboratori e workshop* (ognuno dei quali avrà un costo oltre alla tessera annuale)
  • Si formano e si può partecipare a gruppi di lettura
  • Si possono riservare postazioni di lavoro* (a pagamento e a prenotazione)

* per queste attività è necessario aderire con la tessera annuale di socio

SUCCEDE ANCHE QUALCOSA DI

CULTURALE

  1. Siamo per la rinascita del libro! Fino a pochi anni fa il libro cartaceo veniva dato per morto,     soppiantato dagli ebook: più comodi, meno costosi, più ecosostenibili, si diceva, dimenticando secoli di storia editoriale. I libri cartacei sono i custodi della nostra storia e delle nostre tradizioni, hanno accompagnato la vita dell’uomo dall’antichità ai nostri giorni diffondendo il sapere ma anche facendo emozionare e trasmettendo sensazioni uniche. I libri di carta continuano ad avere un fascino insostituibile, i diversi formati, le grafiche, il carattere scelto, e ancora, il tipo di brossura e di copertina. Poi c’è l’odore della carta, una sensazione unica e irriproducibile per ogni amante dei libri. Con la fine dei libri di carta si era profetizzata anche la progressiva chiusura delle librerie, soprattutto quelle indipendenti. Anche in questo caso, dopo gli anni bui della crisi (non solo economica ma anche culturale) stiamo assistendo a una rinascita delle librerie indipendenti. Non solo un negozio in cui acquistare libri ma uno spazio in cui organizzare eventi, presentazioni e reading, dove chiacchierare con il libraio, lasciarsi consigliare, entrare in contatto con altri lettori e fare parte di una vera e propria comunità di amanti dei libri.

Come spiega Brian Murray, numero uno di HarperCollins Publishing, secondo gruppo editoriale al mondo, “il futuro dell’industria del libro riparte dal suo passato”. in un’intervista a Ettore Livini pubblicata su “la Repubblica” il 23 luglio 2018 stiamo assistendo a un ritorno “dei volumi di carta e delle piccole librerie di quartiere”. Non solo un’impressione o una suggestione ma un dato di fatto suggellato dai dati che nel mercato anglofono hanno portato a un incremento tra il 3 e il 5% delle vendite dei libri cartacei: “c’è stato un innamoramento per gli e-book, ma ora il vento è cambiato. La gente si è stancata di passare le giornate sul computer e smartphone per lavoro e per navigare sui social media. Il libro fisico è un’altra cosa”. E se “i grandi punti vendita sono in difficoltà causa Amazon”, “stanno rinascendo le piccole librerie di comunità”, un dato confermato anche dall’articolo di Sara Bettoni pubblicato sul dorso milanese del “Corriere della Sera” che ha registrato in città, per la prima volta dal 2012, una crescita delle librerie passate dalle 282 del 2017 a 298. Nonostante le tante difficoltà che affliggono il settore editoriale italiano, sembra esserci una speranza per il futuro che va ricercata, senza dubbio, nel libri di carta e nell’attività di editori e librerie indipendenti.

POLITICO

  1. Continuità a livello cittadino quotidiano dell’impegno culturale nel territorio di Fiesole.
  2. Carenza sul territorio di luoghi di aggregazione e fruizione a livello culturale da offrire ai cittadini e ai turisti
  3. Possibilità di sinergia con le realtà fiesolane esistenti (Fondazione Conti, Fondazione Michelucci, Università Europea, Scuola di Musica di Fiesole, etc.)

ECONOMICO

  1. Fiesole ha vissuto momenti di gravi crisi anche a livello commerciale: tanti negozi chiusi, che hanno fatto un deserto di vita sociale. Reinvestire in attività come avviene da qualche mese (la pizzeria, la gioielleria, il Sushi bar, la profumeria “Acqua di Fiesole”… ha già dato sicuramente una nuova spinta. Un progetto come questo darebbe ulteriore incremento e una spinta ancor più vitale per la città, richiamando anche qualcuno dalla città di Firenze.
  2. Necessità di un investimento iniziale da reperire tramite bandi, crowdfunding, finanziamenti.

SOCIALE

  1. Importanza di lavorare oggi nell’ambito della cultura, dell’informazione, dell’aggregazione, riconnettendo le persone con i luoghi in cui vivono in una città intesa come bene comune.
  2. Creare le condizioni favorevoli e l’avere cura come ruolo fondamentale dell’attività umana nell’ attuale momento storico e politico.
  3. Rigenerare fiducia reciproca e capacità di dialogo.
  4. Proporre iniziative di tempo libero dotate di VALORI, al tempo stesso individuali e sociali.
  5. Partecipazione attiva degli utenti stessi.
  6. Partecipazione delle associazioni presenti sul territorio.
  7. Rapporto con le scuole e le altre istituzioni e loro coinvolgimento nel progetto attraverso l’organizzazione di laboratori.
  8. La fondatrice Lilli Bacci è consulente autobiografica e lettrice della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, la Lua, nata nel 1998 come associazione culturale senza fini di lucro, ha presto preso la forma di una comunità di ricerca, formazione, diffusione della cultura della memoria in ogni ambito. È unica nel suo genere. La scrittura autobiografica riconduce alla vita interiore, porta a staccarsi dagli altri. La scrittura ci restituisce l’incontro con noi stessi, un raccoglimento e una forma di meditazione. E quando le persone ri-leggono la propria storia scritta da se stessi provano emozioni profonde. Di questi tempi è prezioso avere un’educazione che contrasti l’oblio. Ed è questo che facciamo alla Lua perché autobiografia non significa solo raccontare i fatti propri romanzandoli un po’. Ci occupiamo di autobiografia narrativa e sociale, cioè la scrittura che emerge in certe circostanze del percorso personale: congiunture estreme, passaggi come un lutto, un abbandono, la migrazione; o situazioni definitive come la vicinanza alla morte o la narrazione del sé che sgorga nei luoghi della sofferenza come ospedali, carceri. Raccontarsi è uno strumento per difendere la memoria personale e per lasciare ad altri la testimonianza della propria vicenda. Così come non possiamo dimenticare che scrivere in prima persona offre benessere, lenisce ferite del corpo e dell’animo. Scriviamo perché sentiamo di ritrovarci o di riscoprire chi siamo quando ci sentiamo disorientati, privi di luoghi affettivi e fisici. La scrittura può essere un antidoto al caos, perché ci offre mappe mentali e autostima. Uno degli intenti di Lua è avvicinare tutti, anche chi non ha dimestichezza con la scrittura, alla possibilità di narrare se stessi. Abbiamo, infatti, messo in piedi una rete di biografi volontari: raccolgono e trascrivono le storie di chi per svariate ragioni non è in grado di metterle su carta. Persone gravemente malate, ospiti di servizi sociali, anziani. Attraverso l’ascolto, i biografi volontari scrivono per queste persone restituendogli il filo rosso delle loro vite. Quel che conta di più è sapere che qualcuno protegge la loro storia e la restituisce al mondo. Nel nostro spazio avremo delle stanze dedicate alla scrittura autobiografica.